SAN GIOVANNI, GLI SCAVI E LA TARSIA POP

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Collaborazioni speciali. Oggi, nel pieno della stagione didattica al Museo della Cattedrale di Lucca, ho accompagnato un gruppo di ragazzi del liceo artistico nell’area archeologica di San Giovanni e Reparata, dove mi trovo un po’ come a casa.

Dopo una breve ricostruzione della città antica, fatta di qualche data e di molte linee tracciate nell’aria per richiamare forme e volumi, entriamo nella chiesa romanica, pulita e silenziosa.

Ancora non sanno cosa c’è sotto. Io pregusto sempre la trasformazione sui loro volti quando si affacciano per la prima volta alle due grandi finestre lasciate in corrispondenza dell’abside e del battistero. Da lì in poi, è un crescendo di “ohhh” e “wooow”. Intanto, gli racconto la storia di Lucca e cerco di far loro capire quanto sia importante e degno di tutta la nostra attenzione e tutela un luogo come quello, dove, nel cuore della città moderna, si cammina tra un mosaico tardoantico e una tomba longobarda. Gli faccio notare che nel sito i pavimenti variano di quota a seconda dell’epoca a cui appartengono, una nozione archeologica importante e apprezzabile dal vivo, strato alla mano.

E poi ci divertiamo a interpretare il graffito protoromanico lasciato da chissà chi sul muro intonacato dell’anno Mille, e ad osservare ogni altro dettaglio che l’occhio curioso dell’archeologo e del ragazzo scorge.

L’esperienza offerta da questo sito lascia sempre il segno sui ragazzi di tutte le età, e anche sugli adulti. Carichi di meraviglia e di una buona dose di nozioni storiche, archeologiche e architettoniche, raggiungiamo il laboratorio, dove lasciamo “sedimentare” tutto. Nel frattempo, rompiamo gli schemi interpretando in chiave contemporanea i motivi geometrici del medioevo.

2 thoughts on “SAN GIOVANNI, GLI SCAVI E LA TARSIA POP

  1. Carissima Ilaria…complimenti!!! Sarò un assiduo frequentatore del tuo blog! Non si finisce mai di imparare.
    Gianpiero

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